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MONACI E MUNACIEDDI

Monaci e Munacieddi Nello splendido scenario del monte Pittari, un viaggio alla scoperta dei luoghi e delle storie seguendo le orme del monachesimo orientale. A partire dal VI secolo d.C. centinaia di monaci si insediarono nel territorio cilentano, trasformando in modo decisivo l’organizzazione sociale e la spiritualità delle popolazioni locali. Un intreccio profondo tra mondo magico e religioso, tra sacro e profano, tra chi per primo portò la parola di Cristo in queste terre e chi la fece propria modellandola con i propri costumi.
Un’ascesa “rituale” che sulle tracce della storia e delle tante leggende popolari, condurrà il visitatore nell’affascinante mondo mistico delle grotte e del fiume sotterraneo. Il Fiume sotterraneo I popoli di tutto il mondo da sempre si sono lasciati suggestionare dal forte valore simbolico delle grotte. Sono state la nostra prima casa, il luogo del riparo, dei primi focolai domestici e contemporaneamente sono state anche la casa dei demoni, degli spiriti, dei mostri e poi ancora metafora dei filosofi, porta degli inferi, luoghi misteriosi, affascinanti e chissà quante altre cose. Per Caselle in Pittari che possiede una delle grotte più belle e interessanti d’Italia, una voragine conica di 400 m di diametro e 100 di profondità, con infondo una grotta maestosa che ingoia le acque del fiume Bussento, parlare di grotta significa parlare di Rupe.
Un luogo che ha generato e suggestionato nei secoli la cultura popolare della comunità, un luogo di atavica memoria e di profonda angoscia: Si racconta che nelle notti buie e tempestose, in sembianze di trave di fuoco, vi si andava a nascondere il diavolo, oppure che nella grotta vi fossero centinaia di “munacieddi” legati tra di loro con delle catene intenti a custodire un tesoro. Un luogo da scoprire e da conoscere, un percorso da vivere e da ammirare. * Le esperienze sono la possibilità di vivere i luoghi con la partecipazione attiva del visitatore, che diventa ospite e che scopre un territorio che si racconta con le leggende popolari, con i cunti, i miti e la metrica popolare. Un coinvolgimento emotivo che nasce dall’esperienza che si vive in una terra ricca di storia, di bellezze e di tradizioni, e che si racconta con la voglia di incontrarsi e ritrovarsi nelle diversità. Il punto di contatto è l’universalità del mondo contadino e pastorale, che rappresenta sia la sceneggiatura di fondo dei percorsi e sia l’interazione diretta con il cibo, con le persone, con i luoghi, con il sacro, con il profano e anche con i nostri asini (Franco e Clementina), che con la loro proverbiale abnegazione, trasporteranno il pranzo contadino nei luoghi delle escursioni.Il pranzo sarà realizzato con salumi, formaggi, panedda prena (pane ripieno con verdure di stagione), contorno, dolce e decotto digestivo, accompagnato da acqua di sorgente e vino. I prodotti proposti provengono da aziende che operano nei Comuni di Caselle in Pittari e Morigerati e rappresentano le tipicità più autentiche del contesto contadino e pastorale locale. Il pranzo, consumato in un contesto ed in un modo esclusivamente rurale, rappresenta il momento conclusivo nonché parte integrante dell’itinerario proposto.

Tappe dell’itinerario: Comune: Caselle in Pittari (SA)—Inizio percorso: Località Taverna—Tempo di percorrenza: 5 ore—Lunghezza: 4 Km—Dislivello: 200 m.—Difficoltà: medio/bassa—Equipaggiamento: scarpe da trekking o da tennis, abbigliamento comodo — Periodo consigliato: Primavera/estate/autunno.